Spread come tutelare i capitali nella tempesta dei mercati.




Le "montagne russe" che ha scatenato il Governo nel fissare la stima sul rapporto deficit-Pil (inizialmente 1,9 - poi 2,1 - poi ancora 2,4 - e infine 2,4 per il solo 2109) hanno prodotto gravissime indecisoni sul mercato. La conseguenza diretta sono state pesanti ondate di vendite dei titoli di Stato italiani. Ciò ha portato pesantissime ripercussioni sulla Borsa e sulle obbligazioni societarie emesse da aziende e banche italiane. Questa volatilità rischia di diventare una pesante costante, non senza costi diretti o indiretti.
Il Governo a breve, entro la metà di ottobre, dovrà portare a Bruxelles la Legge di Bilancio. In contemporanea, a fine mese, è atteso anche il giudizio delle agenzie di rating Standard & Poor's e Moody's sul merito di credito del nostro Paese.
La volatilità rappresenta una vera e propria manna per tutti i fondi speculativi abituati a lucrare sugli otto-volanti dei mercati. L'opposto per i risparmiatori: il loro portafoglio di azioni e obbligazioni rischierà di ridursi di valore in maniera sempre più rapida. La soluzione? Come detto, queste tensioni dei mercati hanno riguardato principalmente l'italia senza però far degenerare in un effetto-domino tutti gli altri mercati, come molto spesso è capitato nel passato. Chi ha ben diverisficato il proprio portafoglio per esposizione geografica oltre che per prodotto, non avrà nulla da temere. Chi invece rischia di più sono coloro che non hanno seguito questa regola aurea e hanno esposto tutto il loro portafoglio solo sull'Italia. Inoltre, questa situazione non potrà che variare anche gli asset allocation in termini di asset materiali fisici e preziosi. Quindi non solo ed esclusivamente finanziari.

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