Il Presentismo Finanziario



IL PRESENTISMO FINANZIARIO

Come tutti i termini che finiscono in “ismo”, si tratta di una corrente di pensiero che accomuna quegli individui che accettano il mondo così come si presenta, senza tentativi di cambiamenti, perché in loro c’è accettazione passiva di ciò che accade intorno: anche se non sono contenti di ciò, lo vivono per quello che è arrendendosi al tempo che passa.” (fonte dizionario www.sapere.it). Questa è la definizione nuda e cruda del termine Presentismo. Ci siamo mai domandati cosa voglia dire quando tutto ciò si riflette nel campo della Pianificazione Finanziaria?
Da una recente indagine (fonte IWBank P.I.) il Presentismo in quanto difficoltà a proiettarsi nel futuro rappresenta un serio ostacolo per chi affronta il discorso di un  “futuro finanziario” in cerca di soluzioni per garantirsi concretezza e serenità. Per 2 intervistati su 10 il futuro si associa a un periodo di tempo inferiore a 1 anno e 6 intervistati su 10 non vanno oltre i 5 anni. Solo 1 intervistato su 10 riesce a guardare al futuro come a un periodo di tempo superiore ai 10 anni. Come ben si apprende leggendo il grafico a torta, l’indagine qualitativa realizzata, stimolando riflessioni sul futuro, ha evidenziato la tendenza a una concentrazione dell’attenzione su 2 poli temporali: il breve periodo e il futuro remoto. Ognuno potrà trarre le proprie considerazioni a riguardo, ma 2 dati ci hanno maggiormente interessati.
Il primo: il 28% dei Millennials, denominata anche Generazione Y che comprende tutti i nati tra il 1981 e il 1995 e in Italia sono circa 11,2 milioni di individui, hanno una visione del futuro che si ferma a 1 anno soltanto.
Il secondo: la Generazione X, ossia i nati tra il 1961 e il 1980 e oggi rappresentano il segmento più numeroso della popolazione italiana con poco più di 14,3 milioni di soggetti, solo il 16% del campione analizzato vede il futuro come un periodo che supera la soglia dei 10 anni. A questi si aggiungono un 23% che lo collocano tra i 6 e i 10 anni.
Da qui scaturisce immediatamente una riflessione. Anzi, in previsione di aiutare a decidere il da farsi, più che una riflessione nasce spontanea una domanda: non è forse arrivato il momento di attivare una consulenza patrimoniale professionale, aggiornata, con proposte concrete di vera tutela, capace di “fare ciò che dice” e che guardi di più all’individuo e non solo al cliente?
 

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